Di norma non leggo mai le recensioni prima di vedere i film. O, meglio, dipende… A volte sono talmente masochista da farlo perchè è troppo forte la mia curiostià di leggere le idiozie che vengono scritte e magari di farmi contemporaneamente un’idea sul film. Ecco, vorrei poter leggere delle critiche meno prepotenti e recensioni meno lesive (anche quando sono positive) per i film stessi. Basta con questi sedicenti critici – non sono altro che semplici giornalisti, magari alcuni conoscono il cinema un po’ meglio di altri, ma insomma… – che si mettono a fare bella mostra delle loro false conoscenze in campo cinematografico e che si permettono di dare un giudizio assoluto per tutto il pubblico, volendo quasi dire: “No, scusate, dopo averci letto dovreste aver colto il messaggio – Non andate a vederlo e risparmiate”. Come tante altre cose, la critica cinematografica è un settore di rispetto che il più delle volte si autoconsacra fine a se stesso in tutto il suo essere… In parole povere, si fa una marea di seghe. Pensiamoci bene. A leggerle queste critiche è pur sempre il pubblico. Vero? E oggi il pubblico non è composto da un solo settore. Vero? Ci sono i bambini, ci sono i ragazzi, i giovani, gli adulti, i pensionati e i decrepiti che entrano in sala non sapendo neanche di cosa si tratta. Ci sono quelli che aprono di colpo quei surrogati postmoderni di telefoni cellulari che emanano un fascio di luce più accecante di una spada Jedi …. Ci sono quelli che sgranocchiano popcorn affogati in un liquido burroso-velenoso e che emanano stavolta odori indimenticabili quanto il film…. Ci sono quelli che borbottano e ci sono quelli che spudoratamente parlano a tono di voce normale, quello che userebbero in casa propria…. Ci sono quelli – e di solito arrivano tutti insieme – che continuano ad entrare in sala dopo mezzora che è cominciato il film…. Ci sono i tipi nevrastenici che hanno bisogno di fare pressione con le proprie gambe sulla fila davanti a loro, in modo da provocare agli spettatori vicini un’esperienza cinematografica da brivido… Poi ci sono, alle volte, i tipi fin troppo taciturni che all’inizio del film si trovano sei file dietro di te e prima della fine del primo atto sono a due posti da te… Insomma, ci sono tanti rompiscatole a questo mondo. Ma a confronto, i tizi che scrivono queste pesudo-recensioni dei film sono delle belve misteriose davanti alle quali ci si deve domandare: “chi è il loro creatore?” oppure, come Moretti nella gag di “Caro diario” dice, “Ma dopo aver scritto queste cose, almeno hanno un po’ di rimorso?”.
Ognuno di noi, coatti o non, ha il diritto di andarsi a vedere un film senza che la critica ci dica di no perchè quel film è girato bene mentre quell’altro film non lo è. Precisiamo, esiste un girare bene e un girare male, ma a scoprirlo dev’essere solo ed esclusivamente lo spettatore con la sua personale esperienza e non qualcuno che lo precede e gli blocca l’entrata in sala perchè pensa di saperne più di lui. Giusto? Basta. Veramente.
“Le parole sono importanti!”



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