Abravanel e la sua meritocrazia

24 08 2008

Ho notato che da qualche mese è diventato quasi un best-seller questo saggio sicuramente interessante, che ho letto solo a tratti, intitolato “Meritocrazia – 4 proposte concrete per valorizzare il talento e rendere il nostro Paese più ricco e più giusto” scritto da Roger Abravanel, consulente ed evidentemente anche dispensatore di riflessioni e consigli in merito, scusate il bisticcio, alla meritocrazia. Sorgono tante belle riflessioni: è giustissimo pensare che il figlio di un muratore debba essere libero di diventare “ingegnere spaziale” se ne ha il desiderio, le capacità e il talento; oppure, in Italia più che la meritocrazia c’è la plutocrazia, ossia il dominio assoluto da parte dei ceti alti, eccetera eccetera.
Però tutta questa faccenda del libro di Abravanel mi puzza un po’…. Anche lui è un pezzo grosso o sbaglio? Informatevi in rete e troverete tutto. E perchè mai si è limitato a presentare il suo libro solo ed esclusivamente nella elitarissima – poichè costosissima – università milanese Luigi Bocconi? Qualcosa non quadra insomma. Ci avrei visto più volentieri uno pseudo Dario Fo, è assurdo lo so, a ricoprire il ruolo di autore d’ una simile opera… Insomma, una persona più terrena, un cosiddetto intellettuale. Ma forse a parlare in questo momento è il mio pregiudizio e astio nei confronti delle caste… Inoltre, siccome un libro si può anche giudicare dalla copertina, la presentazione grafica fa inorridire… Poteva fare di meglio, ma ad ogni modo è un libro che probabilmente in momenti come questo sarebbe utile sfogliare.