Ho notato che da qualche mese è diventato quasi un best-seller questo saggio sicuramente interessante, che ho letto solo a tratti, intitolato “Meritocrazia – 4 proposte concrete per valorizzare il talento e rendere il nostro Paese più ricco e più giusto” scritto da Roger Abravanel, consulente ed evidentemente anche dispensatore di riflessioni e consigli in merito, scusate il bisticcio, alla meritocrazia. Sorgono tante belle riflessioni: è giustissimo pensare che il figlio di un muratore debba essere libero di diventare “ingegnere spaziale” se ne ha il desiderio, le capacità e il talento; oppure, in Italia più che la meritocrazia c’è la plutocrazia, ossia il dominio assoluto da parte dei ceti alti, eccetera eccetera.
Però tutta questa faccenda del libro di Abravanel mi puzza un po’…. Anche lui è un pezzo grosso o sbaglio? Informatevi in rete e troverete tutto. E perchè mai si è limitato a presentare il suo libro solo ed esclusivamente nella elitarissima – poichè costosissima – università milanese Luigi Bocconi? Qualcosa non quadra insomma. Ci avrei visto più volentieri uno pseudo Dario Fo, è assurdo lo so, a ricoprire il ruolo di autore d’ una simile opera… Insomma, una persona più terrena, un cosiddetto intellettuale. Ma forse a parlare in questo momento è il mio pregiudizio e astio nei confronti delle caste… Inoltre, siccome un libro si può anche giudicare dalla copertina, la presentazione grafica fa inorridire… Poteva fare di meglio, ma ad ogni modo è un libro che probabilmente in momenti come questo sarebbe utile sfogliare.




la ringrazio per l’invito a sfogliare il libro
il suo commento sul fatto che le “puzza” il fatto che io “sia un pezzo grosso” mi fa sospettare che non l’abbia letto a fondo.
Non so se sono un “pezzo grosso” ma se ho avuto qualche successo nella vita è dovuto interamente ai miei meriti e non a favori derivanti dalla mia famiglia di origine dato che mio padre non mi ha lasciato nulla se non un sistema di valori che mi ha spinto ha entrare nelle migliori università e poi a entrare in una azienda nella quale i figli dei capi non entrano neanche se sono bravissimi
e questa è meritocrazia
comunque i suoi commenti sono benvenuti su http://www.meritocrazia.com
Dubito che lei sia il vero Abravanel. Da una persona che ha scritto un libro di cui ho letto solo alcune parti mi aspetto una certa correttezza nello scrivere… E io ho trovato un errore assai grave nel suo discorso. Ad ogni modo, distinti saluti.