Io, come ho già detto in un post di qualche tempo fa, non sono una persona che spende. Il mio livello di consumo è modesto. Sì, posso avere il vizio dei DVD e del fumo, ma insomma non sono uno di quelli che compra vestiti e scarpe, magari firmati, in continuazione (non ci vado proprio mai), non compro due cellulari all’anno, un cellulare mi dura diversi anni. Il mio computer ha la bellezza di 11 anni e funziona, per le normali attività quotidiane, ancora molto bene. Ora succede però che come tutte le cose questo computer cominci a fare un po’ fatica con le novità tecnologiche. Se qualcuno mi da qualcosa trasferendomela su un driver a penna USB, per trasferire questo qualcosa sul computer ci metto anche più di mezzora a volte. Riscontro sempre più difficoltà con la masterizzazione, che proprio non ce la fa come quando cerchi di imitare Valentino Rossi su un normalissimo scooter (è inutile, puoi anche farlo ma poi te ne pentirai per vari motivi). I video che faccio, specie quando li monto, per essere finalizzati può impiegarci da 1 ora e mezza alle 2 ore. Insomma, mi manca la cosiddetta memoria. Quindi mi sono deciso a comprarmi un portatile . A Firenze abbiamo qualche negozietto specializzato – dove quando entri ti inquadrano subito e decidono che ti scuciranno soldi il più possibile all’istante – oppure ci si deve rivolgere ai più semplici magazzini, tipo Ganzaroli, Expert, Trony, Euornics ecc. Ora io nella mia zona, Firenze centro-sud, sono fortunato da questo punto di vista perchè nel giro di pochi metri mi ritrovo tutti i Ganzaroli del mondo, un negozio Trony gigantesco che occupa due quarti di un palazzo. Quando entri in questi posti, ti mettono subito in soggezione. Televisori grandi quanto la superficie di un tavolo, a volte grandi quanto un armadio, ma grandi sono anche i prezzi… Pure i computer non scherzano. Il prezzo minimo di solito è 999,90 ossia 1000 euro. Anche quando i prezzi sono più bassi per una qualche promozione, non si scende sotto i 500/700 euro. Poi, parlando con qualche amico o conoscente, vengo a scoprire che loro si sono comprati il loro bel portatile o la loro bella videocamera digitale a prezzi che mai ho visto o sentito. L’ipercoop (“la coop sei tu!”) ti dà un portatile di tutto rispetto con tutto quello che serve a soli 400 euro. Ora io non sto tentando di fare pubblicità all’Ipercoop, anzi… È qui che io giungo alla mia critica. Quando ti decidi a fare questi acquisti perchè effettivamente ti conviene, ti informi e guardi dove si trovano le Ipercoop. La Coop gioca d’astuzia a questo punto, perchè di questi ipermercati ce ne sono solo 5 in tutta la Toscana e neanche uno nel suo capoluogo, Firenze. Se vuoi il computer, devi andare a Lastra a Signa oppure a Sesto Fiorentino, tutti luoghi che fanno comune e che con Firenze non hanno niente a che vedere se non per la vicinanza. Ciò comporta che tu debba prendere l’autobus o meglio ancora la macchina e una volta che sei lì dopo esserti fatto crescere l’ansia (a meno che tu non sia uno shopping-dipendente), l’Ipercoop gioca sul ragionamento che una volta che sei con la macchina apposta per Lei, a quel punto oltre al computer dovrai comperare tante altre cose che ti fanno gola e che in nessun altro posto troverai mai a quei prezzi così imbattibili. Risultato: loro hanno le tasche piene, tu le hai vuote, hai consumato benzina ed energie, ma ti senti in compenso più ricco e in armonia con la società… Stessa cosa accade per i cinema. Ormai, eliminando il discorso particolare su Firenze dove per ora alcune sale d’essai reggono ancora, in generale oggi in Italia i cinema sono come i centri commerciali: sono grandi, hanno più di una dozzina di sale e si trovano fuori città. Devi andare anche lì in macchina e ti invitano allo spendere sempre e comunque nei negozi del centro commerciale che ospita il cinema o che si trova dall’altra parte della strada. It’s the american way! Fra l’altro, va scomparendo tutta una serie di abitudini nostrane con questi multiplex. Sì, perchè ora c’è addirittura la forma della prenotazione. Poi, quando arrivi lì, te hai un posto assegnato e solo quello puoi prendere. Non puoi sederti dove cazzo ti pare. Te lo dicono loro e ti accompagnano pure. Una volta iniziato il film, chi arriva in ritardo anche solo di 1 o 2 minuti, deve aspettare che finisca il film, non si entra a film cominciato (e fin lì sembra anche giusto, ma insomma così fai perdere mezza giornata a una persona). La fregatura è che se uno volesse rivedere il film, deve ripagare il biglietto, anzi no, devi uscire proprio e ricominciare da capo. C’è poi la novità straordinaria del 3d. Ormai escono di media anche due film al mese in 3d, ma a Firenze no perchè di sale 3d non ce ne sono. Devi andare a Grosseto o a Livorno. Questi multiplex che sembrano avere tanto successo, da noi si trovano uno a Campi Bisenzio, proprio accanto al centro commerciale I Gigli, e l’altro si trova fuori Scandicci. Quindi, oltre al consumismo sfrenato indotto, la società spinge le persone fuori dai centri. C’è comunque chi si lamenta pur amando questo sistema perchè gli fa fatica fare un viaggio per andare al cinema. Quindi a regola, se prima non andavano più al cinema del centro di Firenze per il problema del parcheggio e del traffico (mah, io ci son sempre andato a piedi, in bus o in bici), ora non va comunque neanche al multiplex fuori porta perchè anche se lì il parcheggio lo trovi e il servizio è eccellente, il viaggio è troppo snervante e dispendioso. E poi, diciamocelo con franchezza, il multiplex non è bello, è proprio brutto. E’ un contenitore di solitudini che si ammassano e si abbuffano gli occhi, la pancia. Meglio a casa sul proprio divano con il DVD che uscirà a a 3 mesi dall’uscita nelle sale, ormai diventate obsolete. Su questo non v’è dubbio. E per quanto riguarda i film d’autore, sta ai proprietari del circolo Atelier di Firenze fare qualcosa per mantenere quelle poche sale rimaste oppure dobbiamo essere noi a dare ancora una valore a questo tipo di cinema che nel multiplex difficilmente viene accolto? A voi la soluzione, che però non c’è perchè i soldi governano tutto e nella lotta fra l’ultimo Harry Potter e il tedesco Settimo cielo (vedere mia recensione su Acquitrini cinematografici a questo link http://dylandave.wordpress.com/2009/06/05/in-amore-non-esistono-argomentazioni-valide/), sappiamo bene chi vince.



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